UEPE MESSINA

Detenzione Domiciliare (Art. 47-ter)

Descrizione Detenzione Domiciliare (art.47-ter L.354/75)

CHE COS’E’

La Detenzione domiciliare è una misura alternativa alla detenzione, la quale consiste nell’esecuzione della pena al proprio domicilio o in luogo pubblico di cura, assistenza e accoglienza.

Con l’avvio della misura il condannato viene seguito dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna il quale è chiamato a sostenere  la persona nello svolgimento dell’esecuzione.

 

TIPOLOGIE

La Detenzione Domiciliare è denominata Ordinaria qualora sia concessa con Ordinanza del Tribunale di Sorveglianza nei casi previste. dall’art.47 ter.

Ma può anche essere Speciale qualora sia concessa per:

– soggetti affetti da aids o da grave deficienza immunitaria, accertate ai sensi dell’articolo 286-bis, comma 2, del codice di procedura penale, e che hanno in corso o intendono intraprendere un programma di cura e assistenza presso strutture sanitarie, i quali non presentino i requisiti per l’ammissione all’affidamento ed alla detenzione domiciliare ordinaria. Per essi può essere disposta la misura  anche oltre i limiti di pena ivi previsti (art.47-quater).

– condannate, madri di bambini di età inferiore agli anni dieci, o padri quando la madre sia deceduta o altrimenti nell’impossibilità assoluta di assistere i figli, qualora non ricorrano i presupposti per la concessione dell’affidamento e/o detenzione domiciliare ordinaria ed abbiano   espiato almeno un terzo della pena, o almeno 15 anni in caso di condanna all’ergastolo( art.47-quinquies).

La misura della detenzione domiciliare può essere provvisoriamente concessa dal magistrato di sorveglianza nel caso di grave pregiudizio derivante dalla protrazione dello stato di detenzione. In questa situazione la decisione del Magistrato di Sorveglianza deve essere poi sottoposta al vaglio del competente Tribunale.

Quando potrebbe essere disposto il rinvio obbligatorio o facoltativo della esecuzione della pena ai sensi degli articoli 146 e 147 del codice penale, il tribunale di sorveglianza, anche se la pena

supera il limite di cui al comma 1, può disporre la applicazione della detenzione domiciliare, stabilendo un termine di durata di tale applicazione, termine che può essere prorogato.

 

Qualora la pena e/o il residuo di pena non superiori i diciotto mesi la l. 199/2010 ha introdotto la possibilità di poter essere svolgere l’esecuzione al domicilio qualora:

-il reato non rientri tra quelli di cui all’art.4 bis

-non sia stata dichiarata l’abitualità e/o la professionalità nel delinquere

-se detenuto mantenga un comportamento responsabile ed esente da condotte trasgressive

-se libero che abbia mantenuto un comportamento esente da rilievi

-che non abbia avuto la revoca di una misura  alternativa

– che presenti un idoneo domicilio

 

REQUISITI PER LA CONCESSIONE

La Detenzione Domiciliare può essere richiesta da coloro che non sono ancora detenuti, quando non ricorrono i presupposti per l’affidamento in prova al servizio sociale,  ,  qualora siano presenti gli estremi per potere sospendere l’esecuzione della pena a norma dell’art. 656 c.p.p. ossia, allorchè la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore ai quattro anni  per:

  • donna incinta o madre di prole di età inferiore ad anni dieci con lei convivente
  • padre, esercente la potestà, di prole di età inferiore ad anni dieci con lui convivente, quando la madre sia deceduta o altrimenti assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole
  • persona in condizioni di salute particolarmente gravi, che richiedano costanti contatti con i presidi sanitari territoriali
  • persona di età superiore a sessanta anni, se inabile anche parzialmente
  • persona minore di anni ventuno per comprovate esigenze di salute, di studio, di lavoro e di famiglia.

Ovvero, negli altri casi, per  coloro che hanno pena anche residua inferiore ai due anni.

Per quelli che invece sono detenuti, è possibile ricorrere a detta misura per un periodo uguale a quello della pena da scontare quando la stessa non superi i quattro anni» per le categorie su menzionate, ovvero per coloro che hanno un residuo pena pari o inferiore ad anni due.

 

COME VI SI ACCEDE

Il condannato entro 30 giorni dalla notifica del titolo esecutivo e del contestuale ordine di sospensione, che può avvenire allo stesso e/o al legale, qualora egli abbia eletto domicilio presso il suo procuratore, deve presentare idonea istanza al Tribunale di Sorveglianza in alternativa all’affidamento.

Il detenuto , nel corso dell’esecuzione , quando ricorrano i presupposti giuridici e/o si trovi in delle condizioni previste all’art.47- ter L.354/75 può  proporre l’idonea istanza al Tribunale di Sorveglianza, in alternativa e/o qualora non ricorrano i presupposti per l’affidamento in prova.

 

APPROFONDIMENTI

Nel corso dell’esecuzione della misura alternativa della Detenzione Domiciliare, può essere richiesta l’applicazione del beneficio della Liberazione Anticipata (art.54 della Legge 354/1975), con la quale è possibile ottenere lo sconto di pena di 45 giorni per ogni semestre di pena scontata.

Tale beneficio è soggetto a valutazione del Magistrato di Sorveglianza in merito all’adempimento agli obblighi prescrittivi.